Terzo. Tornare nel cuore degli italiani

Dobbiamo essere coscienti dei nostri errori, alcuni dei quali reiterati, e comprenderne le cause.

Perche’ non siamo più nel cuore degli italiani? Perche’ un partito nato dalle migliori culture politiche della Repubblica non riesce a essere nazionalpopolare? Perche’, in tempi di facile demagogia antipolitica, non proviamo a comunicare la nostra idea di civilta’ e di civismo, e a dire che, nonostante tutto, nessun esercizio intellettuale e’ così nobile, così alto, così degno come la politica?

L’analisi, se rigorosa, puo’ far male. Serve molto di più delle interviste rilasciate a orologeria, che non stimolano l’autocritica, ma alimentano tensioni e piccole guerriglie interne.

12 Responses to “Terzo. Tornare nel cuore degli italiani”

  1. gianfranco mascoli Says:

    Buongiorno sono Gianfranco Mascoli da Napoli,Le ho inviato una e.mail a”IL MATTINO” per commentare la sua intervista e darLe alcuni suggerimenti che spero vorrà cogliere. Cordialmente, spero a presto.

  2. Un manuale di sopravvivenza per il Pd at francescorusso.it Says:

    [...] un decalogo offerto al dibattito di tutti i democratici che pone alcune chiavi di lettura per “recuperare il cuore degli italiani”, ragionando lontano dagli schemi di palazzo (“via da Roma”), per un partito che [...]

  3. Mario Grossi Says:

    A me sembra che una distorsione del sistema sia: la politica in prima linea come professione a vita. Nei posti di potere piccolo o grande che sia, oltre ad osservare delle regole di massima trasparenza credo si debba iniziare a condividere ed applicare con coerenza i criteri e tutte le belle parole trascritte nello statuto e nel codice etico.
    Sino ad ora mi sembra più una “gattopardata” nel senso di Tancredi che dice:
    “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”

  4. Mr320caratteri Says:

    non vedo perchè un manager privato possa esserlo “a vita” e un politico no. A maggior ragione se ha ricevuto il mandato dafli elettori.

  5. Nicola B. Says:

    Ritornare nel cuore degli italiani credo che sia il punto cruciale: bisogna far sentire alla gente che c’è un governo alternativo a quello istituzionale che sta lavorando, che è attento agli sviluppi positivi e negativi del nostro paese. occorre riacquistare una fiducia ancora maggiore della precedente e per far si’ che ciò accada serve rassicurare, anche con i fatti, magari piccoli…

  6. Mario Grossi Says:

    Per Mr320caratteri:
    il potere probabilmente inebria e chi ce l’ha cerca e trova il sistema per non mollarlo!
    Se non vogliamo che tutto rimanga come è forse mettersi seriamente in discussione sarebbe meglio.

  7. Vincenzo Pascale Says:

    Tornare nel cuore degli Italiani non credo sia cosi’ facile, forse davvero impossibile. Ritrovino i nostri politici eletti l’umilta’ di ascoltare e di fare meno promesse. Si ritrovi la coerenza verso l’elettorato.
    Si vada verso una politica del fare, dei risultati raggiunti. Insomma, si rafforzi il sano pragmastimo che e’ alla base dell’agire politico.

    La famiglia, i giovani, i bassi salari e gli anziani…Si presentino dei piani, credibili, che aiutino questi gruppi sociali. Si dica come si intende risolvere questi problemi, si indichino i tempi. Questo si chiama programmazione e lungimiranza. La politica non deve creare speranza (tocca alla fede), ma certamente nemmeno alimentare paure.

  8. Francesco Sciolla Says:

    Per Mario Grossi:

    il potere inebria, altra diceria. Inebria chi è senza senno. Grazie al cielo in parlamento non siedono solo mostri. E poi Signor Grossi Lei forse dimentica che dietro un politico c’è un entourage di professionalità che creano ricchezza ogni secondo. E loro al solo sfiorare i tasti del Pc creano idee, pensieri, argomenti.
    Quindi per favore parliamo con cognizione di causa.

  9. Mario Grossi Says:

    Ci tengo a scusarmi se ho provocato dei risentimenti in chi ha seria passione ed impegno nel lavoro che svolge per il “popolo”.
    Sono convinto che esistano persone in buona fede alle quali non piacciono certe ingratitudini. Ed è vero, non parlo con cognizione di causa, non sono a contatto diretto con personaggi che amministrano, le mie sono sensazioni, mi meravigliano però alcune reazioni che leggo.
    Perché poi c’è bisogno di usare pseudonimi in queste discussioni?
    Preciso anche che non ambisco affatto a prendere il “posto” a qualcuno.
    Io mi sono riavvicinato alla politica attiva per l’entusiasmo che è nato dalla volontà di creare un nuovo Partito con tanto di regole dichiarate: Statuto, Codice etico, Manifesto dei valori.
    Mi aspettavo di vedere più risultati concreti strada facendo. Capisco che il percorso è pieno d’insidie ma mi sembra di notare troppo arroccamento nelle posizioni acquisite e poca capacità a progredire in un reale cambiamento che sappia coinvolgere alla partecipazione.

  10. alessandro bagnoli Says:

    Condivido lo stupore di Mario (anche se voglio sperare che ci sia solo una gran dose di sana ironia quando Francesco scrive “…dietro un politico c’è un entourage di professionalità che creano ricchezza ogni secondo. E loro al solo sfiorare i tasti del Pc creano idee, pensieri, argomenti”).
    Condivido soprattutto la speranza di vedere fatti, proposte, impegni concreti nella direzione - peraltro già indicata dalle primarie - di un nuovo progetto. Io credo che sia questo il modo per “rietrare nel cuore degli italiani” (sempre che sia vero che ne siamo usciti: 12 milioni di voti mi sembrano un buon punto di partenza, non trovate?), sia da parte dei politici attivi, che da parte dei semplici cittadini che si riconoscono in quest’idea.
    “Comunicare la nostra idea di civiltà e di civismo” è un problema di valori e di comportamenti coerenti, di vita vissuta ogni giorno; di rifiuto dei compromessi che demonizziamo nella politica ma con cui accettiamo di convivere nella nostra vita di tutti i giorni; di esempi positivi che partono dal piccolo ma che possono essere condivisi, mutuati, diffusi. Penso soprattutto ai giovani, anche - forse soprattutto - a quelli che ancora non votano.
    Questa è il modo per trasformare un progetto astratto (che non “buca” il cuore) in qualcosa che gli italiani sentono entrare nella vita di tutti i giorni (vds punti 4 e 7)

  11. Francesco S. Says:

    L’ironia è necessaria in questo mondo. Altrimenti non vi sarebbe scampo.
    Ma l’ironia è anche una sana maniera di dire alcune verità.
    Alessandro, sai cosa significa lavoro di squadra? Ritieni che una personalità politica di spicco sia un’entità soprannaturale e bionica, capace di fare tutto ovunque e dovunque? Ma non era solo Dio ad essere uno e trino?

  12. Marco L. Says:

    Che ne dite della svolta nazional popolare alla Pippo Baudo di Letta….????

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