Settimo. Senza timidezze

Cominciamo a rivendicare l’azione riformatrice del governo di Romano Prodi. Mettiamola a confronto con i fatti e non con gli annunci del governo Berlusconi. Confrontiamoci all’interno del Partito su cosa non funziona e su cosa c’e’ da fare per superare lo smarrimento di questi mesi. Ancora: proviamo, in vista delle elezioni dell’anno prossimo, a lanciare una grande campagna sull’Europa e sul suo futuro.

Gli italiani sono sempre più euroscettici? E’ proprio questo il momento di tornare ai fondamentali, ovvero ai nostri ideali più profondi e dire con chiarezza che o rilanciamo il processo di unificazione politica o l’Europa muore sotto il peso degli egoismi nazionali. E a pagarne le conseguenze sara’ non un progetto astratto, bensì le condizioni concrete di vita dei cittadini.

3 Responses to “Settimo. Senza timidezze”

  1. Paolo Says:

    Salve,
    complimenti per l’idea del decalogo. Avrei una modesta proposta, che va incontro a molti dei “comandamenti” proposti.
    Ogni circolo di 360 si dovrebbe impegnare a organizzare, almeno due volte al mese, un tavolino nella piazza del proprio paese, da cui fornire materiale sull’operato del governo e su cosa sta facendo l’opposizione, e contemporaneamente ascoltare i cittadini.
    Basterebbe stampare qualche tabella del DPEF e metterla a confronto con le dichiarazioni di Tremonti per avere un bel po’ di materiale da distribuire.
    Che ne dite?

  2. Manuela Prosperi Says:

    Ma è possibile che nel 2008 ci sia ancora chi crede nel provincialismo puro? chi pensa a coltivare il proprio orticello, timoroso dell’altro, della comunità, dello scambio? Non è ammissibile badare ancora a che il proprio angolo di mondo non venga intaccato da esterni, bisogna ragionare in modo europeo… o altrimenti resteremo un paese schiacciato sul presente, per non dire sul passato…

  3. Francesco B. Says:

    Giusta l’idea del tavolino….

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