Secondo. Ascoltare

Le esigenze del Paese, gli umori dell’opinione pubblica, le paure e le aspettative degli italiani.

Fanno rumore, ma molti non lo sentono o non lo vogliono sentire e perdono di vista cosa succede davvero nella societa’: percezione diffusa di insicurezza, vecchie e nuove forme di emarginazione, conflitti più o meno striscianti.

Si accusa la destra di brandire le paure dei cittadini ma non ci si interroga mai sull’origine di queste stesse paure. E Berlusconi in campagna elettorale, una volta tanto, più che parlare o straparlare, ha ascoltato.

14 Responses to “Secondo. Ascoltare”

  1. Un manuale di sopravvivenza per il Pd at francescorusso.it Says:

    [...] di palazzo (“via da Roma”), per un partito che concluda la propria fase fondativa ascoltando e mescolandosi, con autorevolezza e riscoprendo alcuni temi decisivi per il futuro del [...]

  2. Nicoletta C. Says:

    Esatto! finalmente l’ammissione delle colpe! E’ da qui che si deve partire: dal fatto che non si è fatto altro che attaccare la destra e la sua campagna elettorale sulle paure della gente, ma non ci si è chiesti come mai la gente abbia paura e quanto ci sia di vero in questo timore. “Ascoltare”, speriamo che si possano raccogliere buoni frutti da una strategia fondata anche sull’ascolto…

  3. Antonio D. Says:

    Il vero problema è la comprensione. e la comprensione parte dall’ascolto. La sinistra ha sempre avuto l’arroganza e la presunzione di credersi vicina alla gente, alla società e di riuscire a interpretarne gli umori. In realtà ha sempre fatto orecchie da mercante e ascoltato solo quello che faceva piacere ascoltare interpretandolo a proprio favore….Allora bisogna scoltare davvero e fare in modo che certi argomenti non restino appannaggio assoluto dell’altra parte politica, ma reinterpretarli in un’ottica progressista e riformista

  4. alessandro bagnoli Says:

    Nicoletta, lasciando perdere le colpe e pensando al futuro condivido al 100% quello che hai scritto.
    Credo che esista una terza via tra la demonizzazione del berlusconismo e il cavalcare populisticamente gli umori. Hai ragione tu: l’ascolto deve tradursi in una “strategia” di risposta a queste voci.
    E’ questo che deve differenziare la capacità di ascolto di Berlusconi da quella che abbiamo in mente noi: il progetto che ci sta dietro.
    Se è così anche il modo di ascoltare sarà diverso: i sondaggi per Berlusconi, le “antenne” sul territorio, nel mondo produttivo e in quello dei servizi pubblici, nella cultura e nel volontariato, per noi

  5. Francesco Schiraldi Says:

    Sono contento che nel vademecum dei 1800 giorni al secondo posto sia messo l’ascolto. E’ una virtù oramai perduta. E’ una risorsa umana impareggiabile. Nessuno più sa ascoltare. Ma credo che da ascoltare non debbano essere solo le esigenze della Nazione o del territorio in senso di localismi, bisogna saper ascoltare anche le ragioni del collega onorevole che ci sta seduto accanto, del collega onorevole che siede nel fronte opposto. Siamo una risorsa di conoscenze, esperienze, virtù. Siate più umili.
    Solo così forse si potra iniziare a risalire la china

  6. Marco Villa Says:

    Dall’intervista ad Enrico Letta pubblicata sul Mattino del 28 giugno scorso: «Intanto non bisogna partire dall’idea che le elezioni le ha vinte Berlusconi. (…) Le elezioni le abbiamo perse noi, il centrosinistra si è suicidato e le responsabilità sono diffuse».
    Partiamo da qui.
    Il governo Prodi è caduto per l’inchiesta De Magistris?
    Veltroni è stato eletto segretario del PD dal popolo delle primarie o da Repubblica e Corriere della Sera che hanno “sconsigliato” D’Alema e Fassino dal candidarsi?
    Gli “azionisti” del PD sono il popolo delle primarie o le grandi merchant bank come Goldman Sachs e Merrill Lynch?
    Quanto è indipendente il PD da Confindustria e dai poteri forti?
    Grazie anticipatamente per le eventuali risposte.

  7. Francesco A. Says:

    Marco, che tu chieda retoricamente questo non porta a nulla. Vi è sempre quella dose di sadismo o cattiveria nel colpevolizzare la politica.
    Smettiamola di fare i Catone l’Uticense della situazione…
    Gli italiani è vero siamo un popolo di santi…

  8. Marco Villa Says:

    Caro Francesco,

    così non rispondi alle mie domande.
    Io faccio parte del popolo delle primarie, vorrei chiarezza, per cortesia.
    Altrimenti è inutile invitare iscritti ed elettori a partecipare al dibattito messo in piedi con questo sito.
    «Il sole è il miglior disinfettante».
    Grazie.

  9. Elisabetta Caredda Says:

    Per certi versi concordo con il commento del 03 luglio di Antonio D. Says: il vero problema continua ad essere quello di atteggiamenti di alcune autorità di governo locale e di partito della sinistra che continuano a vantare di credersi vicini alla gente, alla società e di riuscire a interpretarne gli umori… quando invece non lo sono. Ma non si accorgono: forse si dà più importanza a pubblicizzare un programma futuro che a volgere lo sguardo sull’attuale situazione con la convinzione, sulla base di dati statistici, di vincere le elezioni regionali il prossimo anno. Devo dire non sono troppo ottimista, alla situazione attuale, su questo punto anche perchè, in una regione sopratutto autonoma come la mia vi è uno statuto che disciplina eventualmente la possibilità per le amministrazioni locali di avanzare delle proposte integrative di legge, in piena autonomia appunto, creando così degli interventi atti a risolvere eventuali problematiche. La permanenza dei problemi è dunque legata anche dalla volontà, in alcuni casi, degli amministratori locali. Ora, se è vero che nelle ultime elezioni, specifiche situazione sono state determinanti a suscitare in numerosi gruppi di persone (siano esse giovani o adulti) la sfiducia negli amministratori di governo del PD, perché alla trasparenza dei risultati delle votazione gli stessi che in modo retorico parlano di riconquinquistare la comunicazione con l’elettore, non sono altrettando concreti? Penso in parte che l’errore sia nel considerare certe problematiche come appartenenti ad un’1% ad es. di una popolazione di un paese della regione e quindi marginale per poter essere presa in considerazione. E magari non ci si rende conto che quella situazione potrebbe rappresentare un altro 1% in un altro paese, l’1% in un altro acora…. Quell’1% di cui si pensa con superficialità fanno comunque numero, sono voti! Ad es., nella mia regione continuano ad essere considerati marginali diversi problemi come borse di studio per specifici indirizzi per la formazione giovanile, oppure alcune forme di inefficienza al trasporto pubblico locale di determinati paesi… focalizzando contrariamente maggiore attenzione a grandi piani futuri. Se da un lato posso capire la complessità di organizzare un sistema e quindi proiettarlo nel fututo, dall’altro mi vien difficile comprendere come poi questi programmi potranno essere attuati se non si riesce a risolvere situazioni considerate superficiali proprio perché sembrano banali. Ed in quella banalità si racchiudono magari 50 elettori che richiedono soluzione per una situazione, 100 per un’altra, 70 per un’altra ancora… facciamo la somma!! In ultima analisi nella situazione di un individuo vengono coinvolti anche i voti di chi sostiene quell’individuo.. cioè la famiglia
    (al di là del voto, si tratta di situazione sociali che andrebbero comunque risolte)! Per pensare poi, in ultimo, che un’amministratore regionale oggi può sicuro di avanzare delle risoluzioni, a maggio-giugno dell’anno prossimo dovrà attendere i risultati di ciò che ha dato… o vogliamo che continuino a rimanere proiettati nel futuro? Io sono certa del Partito che ho scelto, ed è per questo che vi ho scritto, per prima stò “ascoltando” i problemi delle persone, di chi anche non riesce o non può esporsi più di tanto. Ovviamente se ci si vuole far ascoltare bisogna però anche imparare ad avere il coraggio di “comunicare” e quindi è importante trasmettere anche ai caratteri più deboli che esporre un problema non deve essere un “problema”! Si cerca di mostrare loro che anche nelle istituzioni esistono le persone competenti e professionali. Io non ho però il potere di fare le leggi direttamente od intervenire istituzionalmente; quindi, mi rivolgo agli amministratori di governo, com anche quelli della mia regione, la Sardegna, del PD e chiedo loro una riflessione su questo secondo articolo che possa non rimanere soltanto da “Manuale” !!!!!!
    Grazie. Distinti Saluti.

  10. Elisabetta Caredda Says:

    Gent.issimi,
    ho notato il mio commento precedente annullato. Io faccio parte del PD come voi. Il problema che mi pongo è questo. Ci sarà la campagna elettorale. Problemi tipo l’aggiunta di una corsa semplice di autobus non sono stati risolti in due anni. Anzi è stata tagliata anche quella che c’era. Cioè sono banalità che producono quotidianamente grossi disagi. Ma questo è proprio l’esempio più banale. Nel mio paese mi sono presa l’impegno di aiutare a risolvere questa banalità. Cosa dirò alla prossima campagna elettorale? O per meglio dire… cosa mi dovrò aspettare di sentirmi dire? Comunque ho lasciato un’email… eventualmente potreste anche rispondermi all’email, sapere perchè il mio commento è stato annullato. Grazie.

  11. Elisabetta Caredda Says:

    No scusate… credo che l’apertura del sito abbia avuto dei problemi ed ho pensato che il mio commento fosse stato cancellato. Invece è comparso all’invio dell’altro. Grazie.

  12. Alberto Fietta Says:

    Si tratta di un tema molto delicato e la recente esperienza della manifestazione indetta da IdV a Piazza Navona lo dimostra appieno. La difficoltà maggiore a mio avviso sta non tanto nell’ascoltare ma nel saper distinguere in modo chiaro e netto le esigenze del paese da una parte e gli umori, paure ed aspettative dei cittadini dall’altra.
    Si tratta infatti di istanze non sempre coincidenti e che necessitano di risposte diverse. Occorre saper dare una risposta alle seconde con “autorevolezza” per essere in grado di governare e dunque poter indirizzare le prime facendo buon uso dell’ “autorità” (vedi punto 8 del manuale). Per quanto concerne le paure si deve talvolta avere il coraggio di schierarsi apertamente e senza distinguo contro i luoghi comuni dimostrando con dati inconfutabili se e quanto sia in corso una strumentalizzazione (esempio: minore sicurezza percepita legata all’aumento dei cittadini stranieri – assunzione non corretta sulla base di un’analisi dei dati). In altri casi alla paura si deve rispondere con una rassicurazione che sia credibile e che trovi nell’azione di governo un riscontro nel breve termine. Sulle esigenze del paese si tratta invece di avere una visione chiara delle priorità e delle riforme da perseguire. Occorre per esempio evitare di ritenere la riforma della legge elettorale o la legge sul conflitto di interessi come priorità massime del sistema solamente all’approssimarsi della consultazione elettorale.
    O lo sono, e allora le si identifichi chiaramente perseguendole con costanza (vedi punto 1 del manuale rif. “orizzonte 2013”), o alternativamente si abbia la coerenza di trattarle come tatticismi che, seppur legittimi in politica, sono destinati a svanire al primo cambio di stagione.

  13. Francesco Says:

    Il PD nasce dalla fusione di DL e DS… i due partiti che sono nati dal popolo e per il popolo ed ora? Delle esigenze degli italiani se n’è fatto carico berlusconi, sicurezza, merito, lavoro, sprechi…Noi sempre ad inseguire mai a proporre, sono 15 anni che si vive per migliorare quello che fa berlusconi e non per fare qualcosa di nuovo.

  14. Francesco A. Says:

    Caro Marco Villa,

    come prima cosa ti inoltro le mie scuse perché vedo che ce la siamo un po’ presa!

    Come seconda cosa io in quanto utente qualsiasi attento alla propria realtà politica e nazionale come te posso rispondere come meglio credo. Non penso di essere stato offensivo. E il fatto che tu abbia fatto parte delle primarie non ti esenta da appunti o altro. A rigor di logica e di comportamento, dovrei dire ora io: caro Marco, così non rispondi ai miei post.

    Ricordiamoci che nella vita tutto è importante e serio ma è bene condirla di volta in volta con una dose di ironia.

    Credimi sono basito….

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