Primo. Il tempo strabico
1.800 giorni. Il calendario dice chiaro e tondo che il tempo non ci manca. Tempo per costruire e tempo per crescere. Dopo l’accelerazione dei mesi scorsi dobbiamo ora imparare ad avere pazienza. Paradossalmente, lo strabismo e’ necessario. Tempi lunghi per l’alternativa a Berlusconi, tempi brevi per vincere a livello locale e in Europa. Il 2013 e’ più vicino di quanto appaia: arrivare a questo traguardo con un partito solido e credibile deve costituire l’ossessione del PD sul piano nazionale.
Sul territorio, invece, le sfide elettorali sono imminenti. Anche in questo caso dobbiamo capire il fattore tempo e sfruttarlo a nostro vantaggio: distinguere la pazienza che ci e’ richiesta a livello nazionale dalla frenesia necessaria per affrontare al meglio le prove locali.
Dimostriamo da subito - innanzitutto scegliendo i migliori candidati possibili per le amministrative - che la lezione l’abbiamo imparata. E bene.
Luglio 1st, 2008 at 3:03 am
Questo mio commento potrebbe essere inserito in vari altri punti del decalogo, forse qui trova una collocazione piu’ dirompente.
Il tempo strabico: credo che imponga una distorsione della percezione del tempo (bisognerebbe chiederlo ad un filosofo!!)..Di certo e’ arrivato il tempo dell’introspezione e della serieta’: quello che richiede ai politici (ai nostri politici) di sentirsi meno stars e piu’ asceti (un po’ la Pira, un po’ Dossetti…per chi li ha mai sentiti nominare), public server. Amministratori o legislatori capaci di rendere i servizi pubblici piu’ snelli,piu’ efficienti, piu’ credibili..ma allo stesso tempo capaci di creare un network territoriale che favorisca la crescita economica dei territori da essi amministrati. Piu’ trasparenza nella pubblica amministrazione, soprattutto al Sud.
Poi una volta per sempre si punti seriamente sui giovani…sui giovani che fanno impresa..si parta dalla scuola. Il paese deve investire sulla capacita’ creativa e di impresa dei giovani..Non penso si possano prospettare altri modelli.
Il modello Italia (quello economico) va rivisto in toto…Non e’ possibile che una borghesia (o una classe che voglia dirsi tale) debba essere sponsorizzata dallo stato, con tanti tipi di finanziamenti spesso mal gestiti..Si riscopra il gusto del rischio ma all’interno di un quadro di maggiore legalita’ e di accountability..chi sbaglia ..paga.
Mi fermo qua…ricordando che se si vuol correre la maratona (ne ho corse 4 e altre migliaia di gare) bisogna non solo allenarsi, ma essere mentalmente concentrati per mesi (in politica per anni) sull’obiettivo…arrivare al traguardo nel tempo che ci si e’ prefissati. Se ci si allena per bene..i risultati bengono.
Luglio 1st, 2008 at 9:32 am
PD nuovo, errori vecchi; Nuova leadership, vecchi militanti. Vedi perché sul nostro blog
Luglio 1st, 2008 at 9:34 am
qualche nome, qualche indicazione per capire “chi guida” il manuale?
Luglio 1st, 2008 at 6:32 pm
ma perchè parli di vecchi errori? a cosa ti riferisci? Io vedo invece che si stia cercando di rompere con certe cattive abitudini e che ci sia molta umiltà e voglia di ricominciare con il piede giusto… se ogni cosa deve essere bocciata con il solito atteggiamento disfattista non si va avanti…
Luglio 2nd, 2008 at 5:21 pm
Sono d’accordo sul fatto che si debba agire bene a livello soprattutto locale: la gente ha bisogno di sentire che il PD è una realtà, che può toccare e vedere. Ben vengano le manifestazioni come quella di Piacenza, durante la quale è stato possibile approfondire certe questioni delicate e ascoltarsi, scambiare opinioni. E’ nel territorio la chiave per fare della buona politica
Luglio 3rd, 2008 at 2:09 pm
Per ritornare al topic, non trovo nè paradossale nè contradditorio pensare a traguardi articolati nel tempo: lo facciamo tutti abitualmente, nel lavoro, in famiglia, nel tempo libero (vero Vincenzo?); nei nostri progetti e nei nostri sogni.
La novità non sta in questo, secondo me, ma nell’essere capaci di avere progetti di breve e di lungo periodo su ognuno degli obiettivi: sulla presenza nel territorio come sull’alternativa di governo. Da professionista (o da sognatore?), penso che l’eventualità di tempi più brevi di 1.800 giorni non debba trovarci impreparati. Così come penso che la presenza sul territorio non si esaurisca nella sfida elettorale, ma vada coltivata con progetti solidi, di ampio respiro. Ecco, è la dimensione progettuale che secondo me dà una chiave di lettura alla variabile “tempo”: avere degli obiettivi, sapere come raggiungerli, proporsi traguardi intermedi, verificare continuamente che obiettivi e percorso siano ancora attuali, essere pronti a cogliere opportunità, avere soluzioni di contingency pronte… La scelta dei candidati per le amministrative è uno dei passaggi, certo importante, ma va inquadrato in un progetto; da semplice cittadino, mi coglie sempre di sorpresa questa focalizzazione su quello che ritengo un passaggio intermedio: le sfide elettorali e la scelta delle candidature… ma ho molto da imparare
Luglio 3rd, 2008 at 4:23 pm
Purtroppo si ha un’idea della polica molto distorta… Si ritiene che il politco abbia le ricette ideali per risolvere i problemi di una nazione. Si ritiene che questo possa essere fatto subito considerando la variabile tempo. Questo purtroppo avviene solo nei manuali di teoria all’interno dei quali si descrive puntualmente e asetticamente il funzionamento degli organi dello Stato. Le buone intenzioni esistono. Menti preparate ed esperte esistono pure. Esisostono anche professionalità che congiunte consentono un lavoro di squadra efficiente ed efficace. E’ normale preoccuparsi o comunque pensare che per realizzare tutto questo bisogna giungere al governo. E’ fisiologico pensare ai 1800 giorni. Per realizzare tutti i progetti di risanamento è necessario avere le redini del potere. Non facciamo gli idealisti. Non giudichiamo subito i politici come star. Non comportiamoci come sempre da provinciali, subito pronti a criticare, senza avere gli strumenti adatti per poterlo fare. La politica è fatta anche di sano divismo. La politica è fatta di compromessi. La politica è fatta di progetti ma anche di scelta di candidati.
Consiglio di leggere Il Principe di Macchiavelli.
Purtroppo amici miei la vita reale non è un libro di fiabe.
Luglio 3rd, 2008 at 9:34 pm
Ohibò, io sono un sognatore e un idealista. Ergo: non sono fatto per la vita reale
E comunque - francamente - non vedo differenze tra diversi progetti politici, se ci limitiamo al divismo, al compromesso e alla lotta per le candidature.
Non sarà anche questo uno degli alimenti della demagogia antipolitica?
Luglio 6th, 2008 at 2:07 am
I migliori candidati per le amministrative, secondo me, significa selezionare persone capaci di avviare dei progetti utili alla comunita’. Persone che hanno credibilita’ e hanno un record di “realizzazioni’: dalla carriera, alla accademia, alla societa’ civile.
Ma essi non vanno poi lasciati soli, il PD, deve organizzare scuole di “management” per questi futuri consignieri comunali, regionali, sindaci. Esiste una complessita’ legislativa, economica ed anche sociale che spesso sfugge agli amministratori locali (ma anche a quelli nazionali). L’amminsitrazione del territorio va strutturata a rete, a grandi aree urbane o metropolitane, entro le quali progettare, finaziare e realizzare servizi usufruibili da molte municipalita’ o aree urbane.
la geografia economica e culturale del paese va totalmente rivista. Non e’ per niente facile, ma qui ci confrontiamo con progetti di lungo termine, sui quali, mi auguro, riusciremo a presentare idee valide e convincenti.
Luglio 6th, 2008 at 11:00 pm
Ritengo che i 1.800 giorni siano da considerare come un’opportunità da cogliere. Per fare cosa? Per definire con anticipo l’agenda delle priorità ed una proposta non equivoca formulata dal PD per far fronte alle sfide e alla complessità dei prossimi anni.
In anticipo rispetto a cosa? In anticipo rispetto ai tradizionali tempi della politica che contempla la formalizzazione di un programma unicamente in relazione ad una prossima scadenza elettorale. Tanto che viene definito programma elettorale…
Si tratta di invertire radicalmente l’approccio: proviamo ad immaginare fin da oggi come sarà il mondo nel 2013, come sarà il nostro paese a quella data partendo da ciò che è già oggi. E facciamolo in modo semplice, identificando macro temi da sviluppare: la società, l’economia, lo Stato, il lavoro, il welfare, l’Europa, la globalizzazione, il mercato, l’energia … Definiamo questo progetto “orizzonte 2013”: per ciascuno dei temi che saranno ritenuti “rilevanti” il PD espliciti in modo chiaro fin da ora una posizione, identifichi proposte di intervento se non di risoluzione, si impegni a perseguirle ad ogni livello, dal livello locale a quello nazionale, in Europa così come nelle organizzazioni internazionali. Ecco che allora le elezioni amministrative ed europee rientrerebbero in un quadro organico come un passaggio, un posizionamento “tattico” abilitante per la realizzazione della strategia definita: orizzonte 2013.
Luglio 9th, 2008 at 5:57 pm
La strategia definita di “orizzonte 2013″.
Condivido il commento di Alberto; immaginiamolo questo mondo del 2013 (o magari un pò prima) con semplicità. E poi, nei prossimi mesi il PD elabori un programma su ognuno dei temi “rilevanti” da te proposti, facendone seguire soluzioni altrettanto propositive. Questo percorso condurrà esplicitamente il PD alla sua , ciò che ancora oggi manca (e lo dico con molta serenità). Il partito, una volta identificatosi nelle proposte di intervento e risoluzione, dovrà poi impegnarsi a perseguirle ad ogni livello territoriale.
Forse con tale progettualità e strategia in un futuro non lontanissimo, questo grande partito oltre che immaginarlo (il mondo di domani) riuscirà anche a cambiarlo.
Luglio 9th, 2008 at 6:05 pm
Alessandro,
che tu non sia per la vita reale buon per te…
forse essere idealisti come ti reputi tu comporta una visione del mondo limitata… sì perchè gli ideali sono assolutamente necessari nella vita di un uomo, ad essi bisogna ispirarsi per poter agire, ma bisogna aver quella dose di cinismo che ti consenta di affrontare la dura realtà e di ammettere che la politica nella pratica è un qualcosa di poliedrico e molto umano e non divino.
Luglio 9th, 2008 at 8:26 pm
nel mio commento firmato Luglio 9th, 2008 at 5:57 pm, nella sesta riga tra le parole - “sua” e “ciò” - leggere la parola - IDENTITA’ - .
Mi dispiace, ma non so come mai non è comparsa.
Luglio 10th, 2008 at 6:44 am
due proposte:
nel mese scorso ben tre artigiani che hanno lavorato in casa nostra hanno proposto di fatturare la metà;il ginecologo di nostra figlia chiede 180 con fattura e 150 senza- ecco abbassate le aliquote fiscali di cui si parla tanto.Quindi incentiverei le detrazioni irpef, come quelle molto positive per le ristrutturazioni edili e gli impianti a risparmio di energia-41 e 55%, per libri di scuola,dentisti,ecc.ecc.superando l’aliquota del 19% del tutto insufficiente a convincere alla fattura sempre.
..
abolire il valore legale della laurea,eliminare tutti i numeri chiusi, liberare l’accesso agli albi, rompere i privilegi di noatai,farmacisti,tassisti, e nel pubblico superare i consorzi di bonifica,le comunità montane,le province,le indennità per i consilglieri di circoscrizione,i cda delle municipalizzate.
Luglio 29th, 2008 at 3:10 pm
Senti ti fo un piacere anche se sono Pdlino: non è vero che gli italiani sono di destra, sono stati di centrosinistra per più di 50 anni. Il vostro problema è solo 1, nient’altro che 1: LA COMUNICAZIONE!! Siete tristi, e non va bene. Siete pallosi, e non va bene. Siete conservatori (v. uso inno d’italia in campagna elettorale), paradosso. E siete sempre a rincorrere Berlusconi (Pagherei sapere di chi è stata l’idea “il nostro principale avversario”, ancora peggio che dire Berlusconi che ormai nei cervelli della gente è inflzionato. Trovate uno Steve Ballmer, grintoso, comunicativo, che dia risposta a quella voglia di novità latente da 15 anni che Berlusconi rinvigorisce nelle campagne elettorali e spegne con politiche ultraconservatrici quando governa. Tutti gli italiani vogliono le liberalizzazioni: fategli capire in 2 RIGHE (e non in 200 e rotte pagine) che in fondo al mese con la liberalizzazione dei benzinai risparmiano 50€, altro che tasse! E se il Cavaliere ha il monopolio televiso studiate come affrontarlo: pochi messaggi che entrino nella testa degli italiani. Spot elettorali per realizzare riforme strutturali. Trovate il vostro Steve Ballmer…
Luglio 30th, 2008 at 4:23 pm
E’ difficile, il PD ha per ora molti affluenti, ma gli manca il letto del fiume. La campagna elettorale è stata costellata di errori, a cominciare dai candidati. Vogliamo scegliere i candidati giusti oppure vogliamo semplicemente avere una miope discontinuità col passato? Solo per dire: Siamo differenti…
Cominciamo a pensare che la destra ci sta raggiungendo anche nelle roccaforti oppure vogliamo continuare con le guerriglie clandestine?Forse è ora che DS e DL scompaiano per far parte di un’unica organizzazione… Lavoriamo per un obiettivo oppure no? Se non abbiamo chiare queste cose, inutile discutere.
Agosto 4th, 2008 at 12:45 pm
L’accenno alla ricerca dei “migliori” candidati alle elezioni europee mi causa una sottile vena di sarcasmo. Ho 39 anni, laurea in Scienze Politiche, esami in diritto comunitario ed internazionale, due lingue straniere, esperienze lavorative in multinazionali americane, austriache ed italiane. Credete che io sia considerato qualificato come possibile candidato? Niente affatto. Mi manca l’UNICO aspetto che conta per le caratteristiche e le qualifiche che servono nelle elezioni. I VOTI. Io NON porto nessun pacchetto di preferenze. Non “governo” circoli e/o associazioni che possono tornare utili. Non ho una visibilità tale da servire alla”causa”. Non facciamoci illusioni; TUTTE le personalità politiche ed amministrative, soprattutto locali, NON svolgono i loro incarichi in base a criteri di merito e/o qualifiche personali; ma SOLO in base ai voti che sono stati capaci di raccogliere. Se avessi fatto 4 mesi in TV a fare il Grande Fratello, o qualche altro Reality idiota, avrei molte più possibilità di essere candidato. Sia col PD che col PDL. Tristissimo, ma incontestabile.
Agosto 25th, 2008 at 10:30 am
Il numero dei voti??? Se parliamo di amministrative allora ti do ragione. Ma purtroppo alle politiche il numero dei voti non è più necessario e come abbiamo visto all’ultima tornata elettorale non è nemmeno necessario aver fatto vita di partito, aver studiato ed aver lavorato in posti prestigiosi…questa legge è comodissima, si piazza li chi si vuole, poi il numero totale dei voti diminuisce? macchissenefrega! questo è tristissimo…