Nono. Ricominciamo da tre
Tre questioni da allarme rosso: conoscenza, donne, C.S.C.. Ripetiamo e sentiamo ripetere da almeno dieci anni che il nostro e’ un Paese bloccato e spento. Un Paese che non fa figli e che non valorizza risorse fresche come i giovani e le donne. Ripetiamo e sentiamo ripetere da almeno cento anni le stesse analisi sul Sud e i suoi ritardi.
Nonostante tutta questa retorica, i problemi rimangono lì. Allarme rosso, appunto. Emergenze irrisolte su cui il Partito Democratico ha il dovere di rompere i tabù e dire che senza un reale investimento in istruzione il Paese affonda. Che occupazione femminile e natalita’ sono direttamente proporzionali in tutti i Paesi moderni. Che non c’e’ una questione meridionale, ma che esistono Mezzogiorni che ce l’hanno fatta ed esistono, invece, tre grandi emergenze che si chiamano Campania, Sicilia e Calabria (C.S.C.).
Per risolverle serve una strategia finalmente mirata e dirompente.
Luglio 3rd, 2008 at 6:07 pm
Scusate, ma manca un tema di assoluta urgenza e consenso sociale, di cui NON “si parla da 100 anni” (come per gli altri temi importantissimi da voi citati) , ma…. è una vera e propria ‘bomba a orologeria’!
Parlo del BARATRO GENERAZIONALE (o vogliamo chiamarla “Truffa Generazionale”…?!) che coinvolge DONNE e UOMINI, ‘dei vari MERIDIONI’ e ‘dei vari NORD’ e soprattutto OPERATORI DELLA CONOSCENZA.
Parlo di PERSONE dai 40 ai 55 anni circa (con una facile estensione dai 35 ai 60) , con una buona istruzione e che, con crescente probabilità, si vedono espusi dal mondo del lavoro, con scarse possibilità di recuperare le mansioni precedentemente raggiunte , e (persino!) con scarse possibilità di riagganciare un ‘piano pensionistico’ che lasci intravedere una anzianità minimamente dignitosa.
Parlo di persone che vedono coloro che hanno raggiunto la pensione con un occhio di invidia e uno di rabbia (camaleontici!) , pensando alla truffa generazionale a favore di chi percepisce pensioni sulla base irrazionale e finanziariamente folle del vecchio sistema retributivo, mentre quelli tra 40 e 55 anni rischiano di non arrivare ai minimi contributivi a 65 anni (o 68 , 70…chissà come cambierà la legge…!) al fine di avere una pensione-elemosina.
Parlo di persone che mi sembrano ‘BARICENTRICHE’ dell’elettorato del PD (a leggere l’interessante analisi di Pagnoncelli-IPSOS).
Parlo di persone che consoco bene (sono nel consiglio direttivo di una associazione nazionale di 33.000 professionals e managers, e consosco bene tutta la rete associativa professionale lombarda) e che ancora non ‘gridano’ solo perché sono troppo preoccupati, affacendati e incazzati per organizzarsi contro tale FOSSA GENERAZIONALE nella quale sono finiti.
Forse aspettano qualcuno che lo faccia per loro…
Forse qualcuno ci sta già pensando.
Confido che quel ‘qualcuno’ siamo NOI.
Nicola Antonucci
348 8558073
Luglio 6th, 2008 at 2:31 am
Il commento lasciato da Nicola, non lascia spazi ad ambiguita’. Spero si abbia la dovuta attenzione e competenza per affrontare questo problema.
Sono passati oltre sei forse otto anni da quando Mario Monti in un editoriale sul Corriere della Sera parlo’ di rivoluzione giovanile. Ormai quei giovani sono quarantenni ed oltre, tanti siamo andati via, Europa, America, eppure come sempre in Italia non si affronta e risolve il problema.
Chiediamo una politica che realizzi progetti, li porti a termine, guardi al futuro. La crisi della politica e’ crisi di fiducia dei giovani. Quando si illude una generazione -come e’ stato fatto nel periodo 1994-2004- ci si poi aspettare un backfire, insomma un rigetto verso coloro -i politici- che hanno tradito tali aspettative. Recuperare questo rapporto e’ quasi impossibile.
Luglio 9th, 2008 at 4:09 pm
Condivido pienamente il commento di Vincenzo e soprattutto la sua preoccupazione nel non deludere nuovamente una intera generazione di elettori.
Quanto al recupero ‘quasi impossibile’ del rapporto con la generazione che è, ripeto, baricentrica dell’elettorato del PD ( come da studio di Pagnoncelli) , beh…. spero che non sia così, altrimenti per il PD la partita è chiusa!
Oppure… qui viene fuori il mio ottimismo, la disperazione di tale fascia di elettori (dai 40 ai 55 anni, con ‘code spesse’ fino ai 35 e 60 anni…!!) può essere un ‘detonatore’ per un rilancio alla grande del PD.
Purchè il PD sia reale, sincero e fattivo portavoce di tale problema legato al ‘Baratro Generazionale’ che ormai sta degenerando in “Truffa Generazionale”…
Ad majora!
Nicola
Luglio 17th, 2008 at 7:42 pm
La mia riflessione si focalizza sul tema della conoscenza ed in particolare su una sua declinazione: le competenze intese come strumento di crescita professionale e mobilità sociale.
Uno dei problemi del nostro paese è legato a mio avviso alla scarsa mobilità sociale. Mi spiego: ho la sensazione (dunque non certezze suffragate da dati) che le probabilità che oggi un figlio di notai diventi un notaio, di avvocati un avvocato, di impiegati un impiegato e di operai un operaio non sia molto diversa da quella degli anni 60.
Ho vissuto e lavorato in Inghilterra per due anni. Arrivato in una società multinazionale da straniero mi sono state subito assegnate responsabilità e sono stato promosso sul campo a distanza di un anno. Ho lavorato con colleghi provenienti da tutto il mondo, pronti a confrontarsi sulla base delle competenze, unicità, esperienze e risultati. Non che si tratti di un mondo ideale ma certo di una realtà più meritocratica di quella sperimentata in Italia. Recuperare (se mai vi sia stato) a tutti i livelli ed ambiti della società il concetto di merito: anche da questo bisogna partire per far sì che il nostro paese possa essere competitivo nel mondo di oggi.
Luglio 25th, 2008 at 11:51 am
Meritocrazia CONTRO Privilegi di Casta…?
Beh, caro Alberto, c’è una sola strada: la protesta, la lotta, l’AZIONE, la TRASPARENZA.
Nessun privilegiato (per ’sangue’, ’setta d’appartenenza’, per ‘cognome’….) rinuncerà mai per ideali astratti ai notevoli benefici garantiti.
Un mezzo eccezionale CONTRO i privilegi è la sistematica e organizzata TRASPARENZA nel presentare (denunciare…?) casi ’sospetti’ o già ‘conclamati’.
Ecco perché tanti parlano di trasprenza, ma poi VOGLIONO persino LEGGI PER LA PRIVACY ancora più severe.
Ignorando che, nel mondo anglosassone, sempre più aziende pubblicano in Rete Internet infromazioni e stipendi dei loro managers (e non solo).
Tanto… (in quei Paesi) “chi si vergognerebbe per ciò che ha obiettivamente meritato”…?!
In Italia, la questione sarebbe invece un po’ pi’ difficile….!