Decimo. Esorcizzare “quota 12″
Dodici milioni di voti esatti nel 1996, raccolti tra PDS, Rinnovamento Italiano e Partito Popolare. Poco meno di 12 nel 2001, con Margherita e DS. Di nuovo 12 nel 2006 con l’Ulivo. E ancora 12, nel 2008, con il Partito Democratico.
Proprio da dodici anni non riusciamo a esorcizzare “quota 12″. e’ ancora più inquietante se ci ricordiamo che quella stessa quota fu toccata dal PCI nel 1976 e nel 1984. Attenzione: e’ evidente il rischio di un’idea ghetto di opposizione, della quale alcuni possono sembrare addirittura innamorati. Un’idea che non ci appartiene in alcun modo. Non apparteneva all’Ulivo, non appartiene al PD.
Dobbiamo invece aprire le porte a chi vuole entrare e condividere il percorso, senza sacrificare la nostra vocazione maggioritaria. Per vincere, per tornare nel cuore degli italiani, dovremo uscire dal nostro perimetro tradizionale.
Giugno 29th, 2008 at 1:44 am
…se ogni persona che ha votato per il pd convincesse 4 perosne a seguire il suo esempio…..
Luglio 10th, 2008 at 12:25 pm
Secondo me per superare a superare la quota 12 converrebbe pensare ad un altro leader… quello attuale non saprei come inquadrarlo. Scusate questo mio scetticismo, ma vedo che la sua leadership è vuota. Pensare a chi invece ha reali contenuti e concreti anche. Pensare a chi alle primare ha raggiunto quote percentuali minori ma che nella realtà ha consensi maggiori? Concordo con Pagnoncelli il quale al festival delle idee ha invitato a non essere schiavi della statistica nelle sue varie declinazioni e applicazioni…
Settembre 15th, 2008 at 11:51 am
“Uscire dal perimetro tradizionale”…
Bellissima frase, peccato che, all’interno di questo PD, perlomeno in Sardegna ma credo che anche altre regioni soffrano dello stesso problema, vi sono più di un perimetro, più di una cinta che non hanno sinora permesso la nascita del partito perchè non sono mai state abbattuti. In questi giorni è nata l’ennesima controversia sul Segretario, dopo le dimissioni di Cabras che aveva tenuto in stallo tutto l’apparato e non ha mai assunto la funzione più importante alla quale un segretario deve dedicarsi nella fase nascente di un partito ricco di tutta la etereogenità come il partito democratico è, la funzione di aggregante e mediatrice dell’uomo che non ha parte, del segretario di tutti, ma ha invece continuato a curare solo la “coltivazione” dei suoi orticelli, o feudi direi, che deteneva e detiene spero per poco sotto forma di anomala mezzadrìa con elementi della destra che, in occasione delle primarie regionali dell’ottobre 2007 non hanno lesinato aiuti al Senatore, recandosi a votare per lui come documentato in svariate lettere/denuncia inviate in quei giorni. A questo si aggiungano quanti, dapprima sulle linee propositive del Presidente Soru, oggi si trovano eletti come deputati o senatori ma avversano Soru insieme al resto dei suoi “contestatori”, di destra e di sinistra! E’ cosi che vogliamo perdere le elezioni? Presentandoci a parole come un partito nuovo mentre i nomi e i sitemi sono obsoleti, dicendo che siamo tutti d’accordo e poi negando l’apporto, se non contrastandoli, agli amministratori migliori che il PD potesse esprimere? Non chiedo che si diventi “servimuti” come certe schiere dell’opposta fazione, ma credo fermamente che la capacità di valorizzare quanto di buono questi amministratori hanno fatto e meritano di continuare a fare, unita alla capacità di potare certi rami del PD che mantengono un’idea della politica non esattamente in linea coi principi e valori di questo partito e della democrazia possa finalmente mostrarci agli occhi dei cittadini come un partito davvero in evoluzione e di coglierne i loro contributi e richieste come un partito popolare e democratico sa fare. Basta con le caste coi fatti e non solo a parole, è l’esempio, il buon esempio, la miglior formula di insegnamento e va adottata prima che la gente smetta di ragionare con la sua testa come sempre di più accade in questo paese.
A menzur bidere